Paul Virilio sui quartieri

La prima discriminazione consiste nel parlare dei quartieri di periferia come se non facessero parte della città. L’emergenza di una catastrofe si sostituisce a un’altra appena annunciata. Si passa dall’influenza aviaria alla influenza «viaria», con la stessa inerzia di ricezione. Nel 1849, verso la fine della sua vita, Victor Hugo scriveva in Cose viste: «Cosa vedono i parigini di tutto quello che accade oltre la circonvallazione a tre chilometri dal centro? Qualunque cosa accada, la distanza filtra e appiattisce tutto». In realtà oggi viviamo la morte della strada, del contatto con il suolo, con il marciapiede, a beneficio di una percezione superficiale e lontana: quella di un elicottero che sorvola la città o di un’auto che passa veloce su un’autostrada. Percepiamo solo a distanza, dall’alto o da lontano. In questo e altri modi il potere svolge la sua opera di dissuasione, affinché la gente se ne resti a casa.

Paul Virilio

~ di millepiani su 3 Agosto 2008.

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